Backtest · fiscalità italiana
Validazione pricing sintetico superata: PUT corr 0.96, ΔCAGR -0.13%; BXM corr 0.97, ΔCAGR +1.01%.
Lazy 60/30/10 in opzioni prova a ricostruire un lazy portfolio sostituendo l'ETF con tre livelli crescenti di operatività: sintetico (V1), diagonale (V2), raccolta premi (V3), contro un benchmark in ETF UCITS. La domanda non è se le opzioni possano rendere di più, ma se lo fanno al netto di tasse, margine e ore di lavoro. Nessuna delle tre versioni ci riesce: anche V3, la più operativa, chiude a 4,5% di CAGR contro il 6,7% del benchmark, e il verdetto operativo è NO-GO su tutte e tre, senza eccezioni.
Punti chiave
| Linea | CAGR | Vol | Sharpe | Max DD | Peggior anno | Picco margine | Op./anno | Ore/anno | Tasse totali | Liquidazione |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Benchmark UCITS | 6.7% | 8.8% | 0.50 | -12.3% | -9.9% | 0.0% | 0 | 0.0 | 32.751 € | 291.590 € |
| V1 Sintetico | 4.0% | 6.6% | 0.26 | -13.9% | -9.7% | 0.0% | 2 | 0.3 | 41.926 € | 210.259 € |
| V2 Diagonale | 2.7% | 7.7% | 0.06 | -17.9% | -15.7% | 0.0% | 21 | 3.5 | 35.518 € | 164.715 € |
| V3 Raccolta premi | 4.5% | 10.6% | 0.24 | -24.4% | -22.4% | 56.3% | 60 | 10.1 | 77.261 € | 235.945 € |
Il Max Drawdown peggiora con l'operatività crescente: -12,3% per il benchmark, -24,4% per V3. Ma è il benchmark ad avere lo Sharpe più alto delle quattro linee (0,50): quasi il doppio di V1 (0,26), poco più del doppio di V3 (0,24) e otto volte quello di V2 (0,06). La liquidazione finale di V3 è ora più bassa di quella del benchmark - 235.945 € contro 291.590 € - nonostante le 77.261 € di tasse pagate lungo il percorso, più del doppio dei 32.751 € del benchmark.
| Variante | Vantaggio vs lineare | ΔMax DD | €/ora operatività | Flag |
|---|---|---|---|---|
| V1 Sintetico | -2.67%/anno | -1.6% | n/d | NO-GO |
| V2 Diagonale | -4.05%/anno | -5.6% | -1.150 € | NO-GO |
| V3 Raccolta premi | -2.18%/anno | -12.1% | -217 € | NO-GO |
V1, V2 e V3 perdono tutte CAGR rispetto al benchmark lineare: -2,67%/anno, -4,05%/anno e -2,18%/anno. Il Max Drawdown peggiora ovunque, da -1,6 punti percentuali per V1 fino a -12,1 punti percentuali per V3. Il rendimento orario è negativo dove calcolabile: -1.150 €/ora per V2, -217 €/ora per V3 (n/d per V1). Il verdetto è NO-GO su tutti e tre i livelli, senza eccezioni.
Nota: la ritenuta dividendi evitata è già dentro il P&L delta (il forward la incorpora); il valore stimato è V1 Sintetico: 2,692 € · V2 Diagonale: 2,240 € · V3 Raccolta premi: 2,424 €.
Il rendimento di V3 nasce dalla vendita sistematica di premio di volatilità (skew), non da timing di mercato - ma neppure questo basta più a superare il benchmark: CAGR 4,5% contro 6,7%, a fronte del picco di margine più alto delle tre versioni (56,3% del NAV) e di 60 operazioni l'anno.
| Variante | Scenario | CAGR | Max DD |
|---|---|---|---|
| V1 Sintetico | spread ×2 | 3.9% | -14.8% |
| V1 Sintetico | senza skew | 4.2% | -13.3% |
| V2 Diagonale | spread ×2 | 1.7% | -18.6% |
| V2 Diagonale | senza skew | 3.7% | -16.1% |
| V3 Raccolta premi | spread ×2 | 3.8% | -25.6% |
| V3 Raccolta premi | senza skew | -2.1% | -45.5% |
Tolto il premio di skew, il CAGR di V3 crolla da 4,5% a -2,1%: la strategia va in perdita reale, segno che il suo rendimento nominale dipende quasi interamente da un premio specifico della struttura delle opzioni, comprimibile o reversibile. Anche il Max Drawdown peggiora, da -24,4% a -45,5%. V1 e V2 si muovono nella direzione opposta - il CAGR sale leggermente senza skew (4,2% e 3,7% contro 4,0% e 2,7%) - segno che il loro rendimento non dipende da quel premio. Con lo spread raddoppiato, il CAGR di V3 scende comunque a 3,8% e il Max Drawdown a -25,6%.
| Anno | V1 Sintetico | V2 Diagonale | V3 Raccolta premi |
|---|---|---|---|
| 2007 | 204 € | 1.552 € | 2.835 € |
| 2008 | 459 € | 4.836 € | 3.095 € |
| 2009 | 306 € | 337 € | 5.002 € |
| 2010 | 3.599 € | 2.126 € | 6.811 € |
| 2011 | 3.916 € | 2.656 € | 6.404 € |
| 2012 | 260 € | 937 € | 5.557 € |
| 2013 | 3.228 € | 910 € | 2.582 € |
| 2014 | 2.721 € | 3.813 € | 6.577 € |
| 2015 | 1.533 € | 294 € | 2.059 € |
| 2016 | 1.989 € | 816 € | 6.282 € |
| 2017 | 309 € | 3.036 € | 6.891 € |
| 2018 | 2.304 € | 878 € | 661 € |
| 2019 | 2.665 € | 2.045 € | 3.068 € |
| 2020 | 5.901 € | 536 € | 1.933 € |
| 2021 | 7.098 € | 5.830 € | 6.006 € |
| 2022 | 336 € | 1.836 € | 925 € |
| 2023 | 360 € | 321 € | 448 € |
| 2024 | 388 € | 373 € | 610 € |
| 2025 | 3.841 € | 1.304 € | 4.639 € |
| 2026 | 509 € | 1.081 € | 4.877 € |
Il carico fiscale di V3 oscilla con l'attività dell'anno, non con una proporzione fissa sul capitale: 6.282 € nel 2016, 6.006 € nel 2021, 4.639 € nel 2025 - un flusso concentrato quando i premi vengono effettivamente raccolti, non uniforme come nel benchmark buy-and-hold.
Se l'obiettivo è un lazy portfolio, l'ETF UCITS resta il punto di riferimento: zero operazioni, zero margine, tasse più basse (32.751 € sugli stessi 100.000 € di capitale) e Sharpe più alto (0,50). Le opzioni non offrono più nemmeno il compromesso di V3: 4,5% di CAGR contro il 6,7% del benchmark, -2,18%/anno di svantaggio, un Max Drawdown peggiore di 12,1 punti percentuali, tasse più del doppio (77.261 €) e una liquidazione finale più bassa (235.945 € contro 291.590 €), a fronte di 10,1 ore l'anno e 60 operazioni. La sensitivity conferma che non è un caso: tolto il premio di skew, il CAGR di V3 crolla a -2,1%, in perdita reale. V1 e V2 non offrono nemmeno questo compromesso: aggiungono complessità e rendono meno del benchmark lineare (4,0% e 2,7% contro 6,7%), con Sharpe più basso in entrambi i casi (0,26 e 0,06 contro 0,50). Il verdetto NO-GO su tutti e tre i livelli è la lettura più onesta dei numeri - questa volta senza eccezioni.
Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione personalizzata né sollecitazione all'investimento. I rendimenti passati e i risultati di backtest non sono indicativi di risultati futuri. Le assunzioni fiscali riflettono un caso specifico (regime dichiarativo) e possono non applicarsi alla tua situazione. Vedi anche le note legali.