Backtest · fiscalità italiana
"BTP + azioni" non investe in BTP puri ma in un proxy governativo eurozona diversificato — l'ETF Amundi Euro Government Bond 7-10Y (Italia al 19,5%, il resto tra Francia, Germania, Spagna e altri) — tassato al 12,5% come i titoli di Stato whitelist invece del 26% degli ETF obbligazionari. Il resto è un mix azionario identico al 60/40 globale: 36% USA, 18% sviluppati, 6% emergenti. Da 50.000 € investiti da febbraio 2008 a giugno 2026, il capitale finale è 156.948 €, contro 195.066 € del Blend 40/60 e 220.893 € di VWCE puro. La domanda che conta non è quanto rende in meno, ma quanto pesa davvero lo sconto fiscale sul risultato.
Punti chiave
Portafoglio 36% azioni USA / 18% sviluppati / 6% emergenti / 40% gov. euro 7-10a (proxy BTP), 2008-02 → 2026-06 (finestra dello storico del proxy ETF). Capitale iniziale 50,000 €, costi IBKR e fiscalità italiana.
| Strategia | CAGR netto | Volatilità | Sharpe | Max DD | Peggior anno | Recupero (mesi) | Liquidazione netta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| BTP+azioni | 7.3% | 9.0% | 0.51 | -21.3% | -16.4% | 21 | 156,948 € |
| Blend 40/60 | 8.9% | 11.8% | 0.54 | -32.6% | -23.5% | 22 | 195,066 € |
| VWCE | 9.9% | 13.9% | 0.54 | -39.6% | -29.4% | 30 | 220,893 € |
Costo di costi+tasse: 0.70% di CAGR l'anno (lordo 8.0% → netto 7.3%).
156.948 € finali contro 220.893 di VWCE: la differenza di circa 64.000 € non è il prezzo dello sconto fiscale (che vale appena 1.726 €) ma della minore esposizione azionaria. Il 40% nel proxy governativo riduce il rendimento composto molto più di quanto la tassazione agevolata riesca a recuperare, e lo Sharpe (0,51) resta il più basso dei tre profili, sotto il blend 40/60 (0,54) e VWCE (0,54).
| Scenario | CAGR netto | Liquidazione netta |
|---|---|---|
| Gov. euro 7-10a (proxy BTP) al 12,5% (reale) | 7.33% | 156,948 € |
| Gov. euro 7-10a (proxy BTP) tassato come un ETF (26%) | 7.32% | 155,222 € |
A parità assoluta di portafoglio, lo sconto del 12,5% vale +1,726 € in 18 anni — appena l'1.1% del capitale finale. Il motivo: sia il proxy governativo (via ETF) sia gli ETF obbligazionari differiscono l'imposta alla vendita, quindi l'aliquota più bassa morde solo sulle plus realizzate. Con la banda di ribilanciamento il proxy si vende pochissimo (2 volte in tutto il periodo): quasi tutto il vantaggio arriva solo il giorno in cui liquidi.
Il vantaggio cresce se sei più carico della gamba governativa, ma resta piccolo: anche con l'80% vale circa il 3% del capitale finale. Lo sconto del 12,5% conta davvero per chi realizza spesso le plusvalenze (trading, cedole staccate), molto meno per il cassettista. Rispetto al 60/40 globale (stessa gamba azionaria, ma 40% in un bond ETF al 26%): il grosso della differenza tra le due pagine è il diverso rendimento del proxy governativo, non il fisco.
Tassando lo stesso proxy governativo come un ETF al 26% il CAGR resta quasi invariato (7,32% contro 7,33%) e il capitale finale scende da 156.948 a 155.222 €: 1.726 € di differenza in 18 anni, circa l'1,1% sul totale. Anche spingendo l'allocazione all'80% nel proxy il vantaggio arriva solo al 3% circa del capitale finale — conta per chi realizza spesso plusvalenze (trading, cedole), non per chi tiene i titoli fino a scadenza.
| Anno | BTP+azioni | Blend 40/60 | VWCE |
|---|---|---|---|
| 2008 | -14.7% | -23.5% | -29.4% |
| 2009 | 18.0% | 23.8% | 27.7% |
| 2010 | 12.5% | 17.9% | 21.5% |
| 2011 | -0.2% | -3.0% | -4.9% |
| 2012 | 14.0% | 14.3% | 14.5% |
| 2013 | 12.3% | 15.3% | 17.3% |
| 2014 | 17.8% | 17.6% | 17.4% |
| 2015 | 6.8% | 8.2% | 9.1% |
| 2016 | 9.0% | 10.6% | 11.7% |
| 2017 | 5.0% | 7.5% | 9.1% |
| 2018 | -2.6% | -4.6% | -6.0% |
| 2019 | 20.3% | 25.6% | 29.2% |
| 2020 | 3.9% | 5.4% | 6.4% |
| 2021 | 14.9% | 22.8% | 28.0% |
| 2022 | -16.4% | -14.7% | -13.5% |
| 2023 | 13.8% | 16.1% | 17.6% |
| 2024 | 13.3% | 19.6% | 23.8% |
| 2025 | 6.5% | 7.3% | 7.9% |
| 2026 | 9.3% | 12.9% | 15.3% |
Il -21,3% di MaxDD è il più contenuto del confronto — poco più della metà del -39,6% di VWCE — con il recupero più rapido (21 mesi contro 22 e 30), ma nel 2022 la gerarchia si inverte: con i tassi in salita il proxy governativo a tasso fisso perde valore insieme alle azioni, e la strategia chiude a -16,4%, peggio del blend (-14,7%) e di VWCE (-13,5%) — l'unico anno in cui il mix prudente è quello che perde di più.
La volatilità più bassa (9,0% contro 11,8% e 13,9%) non basta a compensare il rendimento più contenuto: lo Sharpe (0,51) resta comunque il più basso dei tre, segno che con solo il 40% nel proxy governativo la maggior parte della performance viene ancora dall'azionario. Nel 2014 i tre portafogli si muovono quasi in parallelo — 17,8% contro 17,6% e 17,4% — segno che il tilt obbligazionario incide soprattutto nelle fasi di stress, non in quelle normali.
Ha senso se cerchi un profilo di rischio più contenuto (vol 9,0% contro il 13,9% di VWCE) e preferisci restare dentro i confini fiscali italiani con un proxy governativo whitelist — non per inseguire lo sconto del 12,5% né per un rendimento corretto per il rischio migliore: isolato, il vantaggio fiscale vale appena 1.726 € su 50.000 investiti in 18 anni (conta solo per chi realizza spesso cedole e plusvalenze), e lo Sharpe (0,51) resta il più basso dei tre profili. Il trade-off è un capitale finale più basso di circa 64.000 € rispetto a VWCE, e delude proprio quando dovrebbe proteggere di più: nel 2022 il proxy governativo a tasso fisso ha perso più dei benchmark azionari (-16,4% contro -14,7% e -13,5%).
Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione personalizzata né sollecitazione all'investimento. I rendimenti passati e i risultati di backtest non sono indicativi di risultati futuri. Le assunzioni fiscali riflettono un caso specifico (regime dichiarativo) e possono non applicarsi alla tua situazione. Strategia originale: www.borsaitaliana.it, www.justetf.com. Replica, codice e verifiche: Federico Caruso. Vedi anche le note legali.